
Il crescione, con il suo sapore pungente e la sua freschezza vivace, ha una storia che affonda le radici in tempi antichi: questa pianta, appartenente alla famiglia delle Brassicaceae, ha accompagnato l'uomo attraverso i secoli, non solo come alimento, ma anche come rimedio naturale.
Le prime tracce del suo utilizzo risalgono all'antichità, quando le sue proprietà benefiche erano già ben note: i Persiani, ad esempio, lo consideravano un alimento prezioso per la crescita dei bambini, mentre Greci e Romani ne apprezzavano le virtù per la salute del corpo e le presunte proprietà afrodisiache. Nel corso dei secoli, il crescione ha mantenuto la sua fama di pianta dalle molteplici virtù: nel Medioevo era conosciuto come "salute del corpo" e continuava ad essere impiegato per le sue proprietà medicinali. Tuttavia, la sua diffusione come alimento di uso comune ha subito alti e bassi, con periodi di maggiore e minore popolarità. Oggi, il crescione sta vivendo una sorta di rinascita, grazie alla riscoperta delle sue qualità nutrizionali e al crescente interesse per gli alimenti naturali e salutari. La sua presenza sulle tavole si fa sempre più frequente, portando con sé un bagaglio di storia e tradizione che si intreccia con il nostro presente.
Ma quali sono i sapori che questa pianta aggiunge ai piatti?
Se ne facciamo una questione di papille gustative, il crescione è il tocco in più che riesce ad aggiungere freschezza e vivacità, un'erba che danza sul palato con un carattere deciso e inconfondibile. Immaginate di assaggiare una foglia appena raccolta: la prima sensazione è quella di una leggera piccantezza, come un pizzico di pepe bianco che solletica le papille gustative. Subito dopo, emergono note erbacee e leggermente amare, che ricordano la rucola selvatica o la senape. Ma il crescione non si ferma qui: il suo sapore si evolve, rivelando sfumature fresche e acquatiche, “come un ruscello di montagna che scorre tra le rocce”, direbbero quelli che conoscono bene sia la poesia che la cucina. È un'armonia di contrasti, un equilibrio perfetto tra piccantezza, amarezza e freschezza - doti che non tanti ingredienti possono vantare. Insomma, sa farsi notare e aggiunge un tocco di brio e personalità a ogni piatto: in cucina dunque l’utilizzo più consigliato è quello fatto per esaltare i sapori di insalate, zuppe e salse, mentre la sua freschezza esalta la dolcezza di frutta e verdura. Se il palato quindi ne trae giovamento, non dimentichiamo che può fare una bella mano anche al nostro organismo.
Proprietà e benefici del crescione: come si mangia, cotto o crudo?
Il crescione è una pianta ricca di nutrienti che offre diversi benefici per la salute, a partire dalle tante vitamine e minerali che troviamo al suo interno: un’erba che è un'ottima fonte di vitamina C, che rafforza il sistema immunitario e ha proprietà antiossidanti. Contiene vitamina K, essenziale per la coagulazione del sangue e la salute delle ossa ed è ricco di vitamina A, importante per la vista, la pelle e il sistema immunitario. Non solo: fornisce minerali come calcio e ferro, fondamentali per la salute delle ossa e la produzione di globuli rossi, mentre garantisce proprietà antiossidanti che aiutano a proteggere le cellule dai danni dei radicali liberi, contribuendo a prevenire malattie croniche. L’organismo poi può beneficiarne per effetti depurativi e diuretici, visto che il crescione è considerato un alimento che aiuta a eliminare le tossine dal corpo: le sue proprietà diuretiche favoriscono l'eliminazione dei liquidi in eccesso e, grazie al consumo regolare se inserito nella dieta, può contribuire a mantenere la salute del cuore grazie alle sue proprietà antiossidanti e alla presenza di nutrienti essenziali. Alcuni studi suggeriscono inoltre che potrebbe avere proprietà antitumorali grazie alla presenza di composti come la gluconasturtiina, mentre grazie al suo contenuto di calcio e vitamina K, il crescione contribuisce al mantenimento di ossa forti e sane.
Insomma, un vero e proprio toccasana per il nostro corpo, ma come conviene consumarlo? Che lo si preferisca crudo o cotto, questa pianta offre infinite possibilità per arricchire i nostri piatti: consumato crudo, il crescione sprigiona tutta la sua freschezza e il suo sapore leggermente piccante; aggiunto a insalate miste, dona un tocco di brio e originalità, oltre a essere ottimo anche per arricchire panini e tramezzini, o per guarnire zuppe e vellutate, regalando un'esplosione di gusto ad ogni morso. Anche cotto, il crescione mantiene il suo carattere distintivo: saltato in padella con un filo d'olio, diventa un contorno sfizioso e leggero, mentre aggiunto a frittate, torte salate e ripieni, conferisce un sapore intenso e aromatico. Fatene l’uso che preferite e poi fateci sapere cosa ne pensate!